Le sfide maggiori

Il volto femminile dell’epidemia: le donne sono quelle che più si occupano della famiglia e dei figli, nonché dei malati e sono le più vulnerabili in termini di perdita del lavoro, abbandono scolastico come risultato della propria malattia o quella di un famigliare, abuso sessuale e violenza, stigmatizzazione e discriminazione.

Il volto giovane dell’epidemia: come già citato l’infezione colpisce maggiormente i giovani fra i 15 e i 24 anni, quindi le potenzialità e le risorse umane maggiori di una nazione.

L’aumento delle terapie antiretrovirali: queste terapie sono in grado di allungare la vita dei malati anche di anni. Negli ultimi anni il prezzo dei farmaci antiretrovirali è crollato enormemente. Nel 2000 il prezzo di una combinazione di farmaci antiretrovirali raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO: World Health Organization) costava a un paziente per un anno tra i 10,000 e i 12,000 dollari americani. Ora il prezzo è di 300$ americani all’anno. Molti paesi con un piano nazionale contro l’AIDS hanno istituito dei fondi per le terapie. Alcuni paesi Latino Americani hanno ad oggi una copertura totale per ciò che riguarda i farmaci antiretrovirali; fra questi Argentina, Barbados, Chile, Costa Rica, Cuba, Messico e Uruguay. Il governo del Brasile ha stimato che i trattamenti antiretrovirali hanno fatto risparmiare allo Stato 2,2 bilioni di dollari americani in cure ospedaliere altrimenti servite agli infetti da HIV.
I donatori si stanno focalizzando molto sulle terapie antiretrovirali: il Multi-country AIDS programme della Banca Mondiale, che stanzia 1 bilione di dollari americani per l’Africa e 155 milioni per i Carabi, ha permesso ai governi e ai beneficiari di usare in modo flessibile i fondi per i trattamenti antiretrovirali. Il Global Fund to Fight AIDS, Tuberculosis and Malaria permetterà a 700,000 persone di ricevere medicinali antiretrovirali. Donatori bilaterali come Francia e Stati Uniti hanno lanciato dei fondi per supportare questo tipo di medicinali e la WHO e l’UNAIDS nel settembre 2003 lanciarono un’iniziativa chiamata “3 by 5” allo scopo di fornire i farmaci antiretrovirali a 3 milioni di persone nei paesi in via di sviluppo entro la fine del 2005. Potremo vedere il risultato di questa iniziativa nel prossimo Report.
Nonostante i grandi sforzi i prezzi di questi trattamenti sono ancora troppo alti per molti paesi e l’Organizzazione Mondiale della Sanità alla fine del 2004 stimava che solo un decimo delle persone con urgente bisogno di farmaci antiretrovirali era realmente raggiunto e entro la fine del 2006 moriranno 5,6 milioni di persone se non raggiunte dai farmaci.

La migrazione verso il settore privato: Molti paesi dell’Africa de Sud stanno fronteggiando una grossa crisi del servizio pubblico dovuta a una migrazione dello staff più preparato dal settore pubblico a quello privato, contribuendo all’impatto negativo dell’epidemia di AIDS.

Aumentare i programmi di prevenzione: ad oggi i programmi di prevenzione raggiungono solo una persona su cinque a rischio di infezione. Nei paesi a basso-medio reddito nel 2003 solo a una donna su dieci veniva offerto il servizio per la prevenzione della trasmissione materno-fetale dell’HIV.

Affrontare la stigmatizzazione e la discriminazione: questo tipo di problema ostacola in modo diretto l’efficacia della lotta all’AIDS e hanno come conseguenza diretta la rinuncia di molti al test dell’HIV, il mancato uso di preservativi durante i rapporti sessuali e impedisce a gruppi che fanno uso di droga tramite iniezione di ricevere la cura e il supporto necessari.

Affrontare l’abbandono degli orfani: l’AIDS ha ucciso uno e entrambi i genitori di circa 12 milioni d bambini nell’Africa sub-sahariana e moltissimi di questi bambini non sono curati in modo appropriato.