Panorama internazionale di HIV/AIDS
Negli ultimi dieci anni l’HIV/AIDS è diventata l’epidemia più devastante al mondo,
in particolar modo nei paesi in via di sviluppo, dove molti governi hanno dichiarato l’emergenza.
E’ stimato che nel mondo sono morte di AIDS 22 milioni di persone e 39,4 milioni sono attualmente
infette da HIV (stime fra 35.9-44.3 milioni); L’Africa Sub-Sahariana ha solo il 10% di tutta la
popolazione mondiale, ma è la casa del 60-70% delle persone infette e affette da HIV, circa 25.4 milioni
(23.4 million–28.4 milioni) . Nel 2004, una stima di 3.1 milioni (2.7 milioni –3.8 milioni) di persone
nella regione divennero nuovi infetti, mentre 2.3 milioni (2.1 million–2.6 milioni) morirono di AIDS.
Circa la metà dei nuovi infetti alla fine del 2004 nel mondo erano giovani di età tra i 15 e i 24 anni,
di questi il 6.9% (6.3–8.3%) donne e il 2.2% (2.0–2.7%) uomini. Questi ragazzi sono la più grande
generazione di giovani della storia e necessitano di un ambiente protetto per diventare anch’essi parte
importante della lotta all’HIV/AIDS.
Percentuale globale per area geografica di persone che vivono con HIV/AIDS, 2004:

Percentuale globale per area geografica dei giovani (età 15-24) colpiti da HIV/AIDS, 2003:

Percentuale dell’Africa Sub-Sahariana nel panorama globale dell’epidemia da HIV/AIDS, 2004:

L’ HIV/AIDS è una barriera enorme allo sviluppo sostenibile e alla crescita economica. In molti paesi affetti l’aspettativa di
vita è crollata di 13 anni dal 1999. In numerosi paesi, specialmente in Africa del Sud e dell’Est, la proporzione di chi è HIV
positivo arriva addirittura al 25-30% della popolazione. Il virus attacca maestri, professori, educatori e addetti ai servizi
sanitari e riduce le risorse ad altri trattamenti sanitari, minando il già debole settore sociale. Il 57% dei nuovi infetti in
Africa sono donne.
Le donne sono colpite da HIV in maniera assolutamente sproporzionale. In media sono infette 13 donne su 10 uomini e il divario
continua ad aumentare. In molti paesi le donne sono colpite da HIV in età inferiore rispetto agli uomini. Le differenze di infezione
fra uomini e donne sono molto pronunciate nei giovani di età fra i 15 e i 24 anni. Delle stime recenti mostrano come nell’Africa
Sub-Sahariana ci sia una media di 36 giovani donne colpite da HIV per ogni 10 ragazzi. La maggior parte degli abusi sessuali e
della violenza è rivolta alle bambine o alle donne, in forma di violenza domestica, stupro, sfruttamento sessuale e mutilazioni
genitali femminili.
In alcune indagini ugandesi, il 46% delle donne dice di aver subito continui abusi sessuali, e anche in Kenya e Zambia il
40% delle donne dichiara di aver subito abusi. Per molte di esse il primo rapporto sessuale è avvenuto in modo forzato e
coercitivo, il che può essere associato a un incremento della trasmissione dell’HIV.
Percentuale globale per area geografica delle donne che vivono con HIV/AIDS, 2004:

Non si può nemmeno dire che ci sia una singola epidemia mondiale o Africana in quanto le epidemie di HIV/AIDS variano
fortemente sia fra i paesi che all’interno di uno stesso paese, sia per i diversi target di popolazione colpita sia per i
diversi sottotipi di HIV (vedi figura sottostante).
Distribuzione globale dei sottotipi e dei virus ricombinati di HIV-1:

Gli sforzi internazionali
In molti Paesi, soprattutto in Africa sono stati istituiti Programmi di controllo nazionale dell’AIDS (i NACP: National AIDS
Control Programmes) al fine di coordinare e supportare tutti coloro che lavorano sul campo. Ciò include i servizi del governo,
le organizzazioni non-governative (ONG), le organizzazioni di servizio per l’AIDS (ASOs: AIDS service organizations), i servizi
di banca del sangue, privati, membri dei media etc.
A livello internazionale l’UNAIDS ( Joint United Nations Programme on HIV/AIDS ) è il patrocinatore di ogni azione mondiale contro
l’HIV/AIDS. UNAIDS coordina gli sforzi, le esperienze e le risorse delle sue sette organizzazioni co-sponsoring statunitensi e
supporta l’impegno nazionale di azioni contro l’AIDS a livello nazionale.
Continua . . .